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Osservazioni del Delegato al recupero di Santo Stefano nell’ambito della conference call promossa dal Commissario di Governo On.le Silvia Costa 23 Marzo 2020

05 Jun 20
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Ingresso del Reclusorio di Santo Stefano

Facciamo seguito al verbale della “conference call”, tenutasi il 23/03/2020 per pregevole iniziativa del Commissario On. Silvia Costa, per ascoltare le preliminari osservazioni dei partecipanti sul tema degli approdi all’isolotto di Santo Stefano. Per conto del Comune di Ventotene hanno partecipato il Sindaco Dott. Gerardo Santomauro, l’Assessore delegato Dott. Francesco Carta e l’Arch. Francesco Mancini.

In primis dobbiamo invitare tutti a fare tesoro di questa esperienza di condivisione, a cui siamo stati costretti a causa dell’emergenza sanitaria nazionale, che ha dimostrato tutta la sua efficacia in uno con la semplicità e rapidità di attuazione per cui, proprio in ragione delle difficoltà oggettive legate all’isola, auspichiamo che possa essere replicata in futuro, anche quando l’emergenza sarà cessata, in modo da agevolare le occasioni di confronto o addirittura per calendarizzare  incontri periodici volti a verificare lo stato di avanzamento delle procedure. In tal senso sollecitiamo la riflessione del Commissario.

Ciò premesso, rendendo merito al Commissario per aver, sin dal giorno successivo alla sua nomina, raccolto e considerato il lavoro di studio e progettazione svolto, seppure in forma preliminare, sia dal Comune di Ventotene che da altri enti, e anche per aver coinvolto, da subito, tutti i soggetti partecipanti al tavolo tecnico per l’attivazione dell’investimento. Qui di seguito cercheremo di sintetizzare le riflessioni sul tema oggetto della riunione.

Non si può non condividere la scelta di affrontare prioritariamente il problema dell’approdo, perché la possibilità di una sua realizzazione, ma anche definizione delle caratteristiche che esso potrebbe e dovrebbe avere, sono pre-condizioni indispensabili per individuare le funzioni da inserire nel reclusorio. Di certo le opzioni su cui potremo ragionare in futuro aumenteranno di gran lunga. Lo studio di fattibilità, redatto dal Prof. Ing. Leopoldo Franco e dall’Ing. Fabio Mondiano della Modimar S.r.l. per lo scalo Marinella in seguito delle osservazioni del Ministero dell’Ambiente, nella versione che chiameremo “light”, per consentire l’attracco a imbarcazioni fino a 24 metri, è ritenuto da noi condivisibile. E’ tuttavia innegabile che l’altezza del muro paraonde, pari a mt 4.50 misurati in elevazione dal piano di calpestio della banchina, comporti un impatto visivo non trascurabile per lo skyline. Sono chiare e ben evidenziate le motivazioni progettuali che hanno condotto a ipotizzare la realizzazione di una banchina protesa verso il mare, conformata in modo da consentire l’attracco, alternativamente, su entrambi i lati, in funzione delle condizioni meteo-marine. E’ evidente che, per assicurare una buona protezione dal moto ondoso prevalente, proveniente soprattutto da sud-est, si è reso necessario un muro paraonde tale da garantire l’approdo sicuro per un gran numero di giorni dell’anno, così da ottimizzare l’investimento nell’infrastruttura. Un contributo positivo è venuto dalla proposta, prospettata dal Comune di Ventotene e condivisa da vari partecipanti, emersa in sede di riunione, di estendere le analisi, gli studi e i rilievi, compreso quelli di natura archeologica, necessari per passare alla progettazione definitiva dello scalo Marinella, anche allo scalo 4 e al Porticciolo. Infatti, replicando quanto si faceva in passato per raggiungere il reclusorio, si potrebbe valutare la possibilità di realizzare più di un attracco sicuro, sempre con tecniche e materiali poco invasivi, da utilizzare al bisogno quando le condizioni meteo-marine presso lo scalo Marinella sono proibitive. Questo potrebbe consentire una nuova valutazione dei coefficienti di protezione per la banchina dello scalo Marinella con il fine di ridurre l’altezza del muro paraonde, senza pregiudicare le possibilità di attracco per quasi tutto l’anno.

Cogliamo inoltre l’occasione per fornire alcuni importanti aggiornamenti sul tema degli scali di attracco.

A settembre dello scorso anno, lungo la falesia prospiciente lo scalo Marinella a seguito dell’evidenziarsi di alcune fratture nella roccia, abbiamo provveduto a collocare dei “vetrini” per monitorare eventuali movimenti in atto. A seguito di una recente visita presso il reclusorio, avvenuta nel mese di febbraio u.s (?), abbiamo verificato che tutti i vetrini erano rotti. Tuttavia, questa constatazione potrebbe non avere un significato specifico in quanto potrebbe trattarsi della rottura dovuta alla conseguenza dell’azione del mare in occasione delle recenti mareggiate che hanno flagellato la costa alle onde del mare. Comunque, nel medesimo periodo, una parte del piccolo immobile sovrastante la falesia in oggetto è rovinato al suolo, forse a causa di un movimento in atto della massa rocciosa. Abbiamo pertanto deciso di incaricare il geologo Dott. Claudio Bernetti affinché redigesse, a seguito di un puntuale sopralluogo, una relazione sullo stato dei luoghi e sulle possibili implicazioni future. Il geologo ha compiuto un sopralluogo in data 22.02.2020 e ha esteso la sua attività di verifica anche allo scalo 4. Dalla lettura della relazione che ci ha consegnato, che alleghiamo in copia, emerge con chiarezza la necessità di eseguire i seguenti interventi:

  • presso lo Scalo Marinella è necessario mettere in sicurezza parte della falesia con un intervento di chiodatura e successiva installazione di rete paramassi;
  • presso lo Scalo 4 è necessario effettuare il disgaggio di alcuni frammenti di roccia in frana, ma anche eseguire opere di ripristino e consolidamento di un muro di pietrame prospiciente la partenza della scalinata di accesso al reclusorio;
  • lungo il camminamento che dallo scalo Marinella raggiunge il reclusorio è necessario mettere in sicurezza alcuni muretti in pietra, in parte collassati in seguito alle avverse condizioni metereologiche dell’inverno.

In aggiunta a quanto indicato dal geologo dobbiamo riproporre alla Vostra attenzione anche altre problematiche che riguardano la sicurezza di persone e cose:

  • le condizioni in cui versa il contrafforte posto sullo spigolo sud-est (?) del reclusorio che evidenzia, in sommità, un avanzato stato di degrado confermato dalla caduta in basso di pietrame costituente la muratura, tanto da obbligare il Comune di Ventotene a realizzare un camminamento alternativo, in proprietà privata, per bypassare parte del percorso storico esistente posto in adiacenza alle murature perimetrali del reclusorio;
  • la presenza di lesioni nelle murature del corpo di guardia, unico ingresso al reclusorio, sul lato interno al cortile, con distacco dei fronti murari;
  • lo stato di avanzato degrado delle fasciature (cerchiaggi) eseguite, anni addietro, con impiego di cinghie di poliestere messe in tiro con appositi cricchetti, poste a contenimento dei setti dei portici interni al cortile.

E’ nostra convinzione che gli interventi di cui sopra rivestono il carattere dell’urgenza ed dell’indifferibilità, per due motivi fondamentali. Il primo concerne la possibilità di consentire lo svolgimento degli studi, delle analisi e dei rilievi necessari per approfondire il progetto del nuovo attracco, com’è emerso nella riunione del 23 u.s., per cui, in difetto di tali opere, non sarà possibile, per esplicito divieto posto dal Comune di Ventotene per ovvi motivi di sicurezza e conseguente responsabilità penale, accedere sull’isola di Santo Stefano da parte del personale addetto alle attività prima elencate. Il secondo riguarda la necessità e opportunità, coronavirus permettendo, di riaprire il sito alle visite guidate, da ritenersi fondamentali per mantenere sempre desto l’interesse culturale del monumento.

Va inoltre precisato che le opere necessarie all’eliminazione del rischio di cui ai punti 1) e 2) sopra riportati, sono contemplate nel cosiddetto “Progetto Bellezz@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” (D.P.C.M. 27.09.2018), redatto dall’Arch. Francesco Mancini, che vede il Comune di Ventotene beneficiario di un finanziamento pari a € 180.245,60 per lavori di recupero parziale e di messa in sicurezza. Il progetto è stato redatto nei tempi previsti e ha acquisito tutti i pareri di rito, per cui può essere cantierato immediatamente previo esperimento della gara.  Allo stato non è dato sapere a che punto sia il procedimento per l’erogazione dell’importo finanziato e si chiede al Commissario di attivare i suoi buoni uffici per assumere informazioni presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Al netto delle considerazioni fin qui svolte, va fatta inoltre una valutazione generale circa lo sviluppo del programma temporale d’intervento di riqualificazione e la sua probabile articolazione in diverse fasi temporali. In sede di tavolo tecnico è emersa chiaramente l’impossibilità, da tutti condivisa, di avviare un’approfondita e organica campagna di rilievi e saggi sulla struttura del manufatto, necessaria e indispensabile per aumentare il livello di conoscenza, a causa dello stato avanzato di degrado in cui esso versa che non consente l’accesso sicuro da parte del personale tecnico e l’utilizzo dei mezzi d’indagine. Tuttavia, è assolutamente necessario, vista l’ubicazione e le caratteristiche del sito, acquisire il massimo livello di conoscenza della condizione delle strutture per limitare gli imprevisti e per consentire il necessario approfondimento delle diverse scelte progettuali, anche sotto il profilo della destinazione funzionale.

Se queste operazioni dovessero essere concepite come successive alla realizzazione dei i lavori dell’attracco presso lo scalo Marinella e, come da noi prospettato, anche di quelli ulteriori per lo scalo 4 e il Porticciolo, significherebbe attendere tempi molto lunghi. Infatti, dovrebbero essere fatti i rilievi necessari ed eseguite le indagini presso gli scali prima citati e solo dopo si potrebbe procedere alla redazione di un progetto definitivo capace di raccogliere e considerare le diverse istanze.  Questo elaborato progettuale dovrà acquisire i necessari pareri e N.O. degli enti, non pochi, coinvolti a diverso titolo (si pensi che oggi, ad esempio, non sappiamo se la Valutazione di Impatto Ambientale è di competenza regionale o statale) e poi potrà procedersi alla redazione del progetto esecutivo, all’assegnazione dell’appalto alla realizzazione delle opere ed al collaudo. Ragionevolmente, pur considerando l’approccio molto determinato del Commissario e la possibilità di utilizzare lo strumento della conferenza dei servizi, non riteniamo sia credibile un periodo inferiore ai 16/18 mesi.

Orbene, alla luce di quanto sopra esposto e visto lo stato di degrado generale del monumento, prendendo altresì atto di quanto espresso dall’Agenzia del Demanio e dalla stessa Invitalia, tramite l’Ing. Fusco, riteniamo si possa, con l’urgenza e l’indifferibilità che caratterizza la circostanza, procedere, coevamente alla risoluzione delle problematiche di attracco,  all’esecuzione immediata dei lavori strutturali di messa in sicurezza dell’intero manufatto utilizzando, per il trasporto dei materiali, dei pontoni dotati di gru che ben potrebbero accostarsi in sicurezza agli scali esistenti. Il successivo trasporto verso l’alto dei materiali potrebbe poi essere assicurato da un sistema a teleferica, a uso esclusivo di cantiere e con carattere temporaneo fino alla conclusione dell’opera di riqualificazione dell’intero carcere.

Poiché stiamo parlando di intervenire su un monumento tutelato, tra altro di innegabile alto valore storico, il cui progetto di riqualificazione, qualunque sia la destinazione ipotizzata, non potrà comportare alterazione dell’impianto strutturale esistente, può affermarsi che un l’intervento immediato ed urgente di messa in sicurezza che auspichiamo, seppure importante per consistenza e portata dovendosi riferire a tutto il complesso monumentale, si concretizzerà in azioni di ripristino, consolidamento e miglioramento dell’esistente con interventi che risulteranno certamente anticipatori e propedeutici rispetto a quelli che verranno previsti nel progetto generale definitivo di riqualificazione del reclusorio. Quindi non si tratterebbe di impiegare risorse economiche per opere provvisorie e temporanee, ma solo di anticipare alcuni interventi. Inoltre, tale primo stralcio di lavori, che pure presuppone un’importante fase di progettazione e condivisione, avrebbe il grande vantaggio di ridare una funzionalità, seppur temporanea, al monumento che potrebbe tornare ad essere aperto alle visite guidate, circostanza considerata importante e strategica dal Comune di Ventotene sia per la innegabile valenza turistico-culturale che, come già detto in precedenza, per mantenere sempre desto l’interesse culturale del monumento. Assessore Delegato al Recupero di Santo Stefano – Sanità – Ambiente Dr. Francesco Carta.

Francesco Carta

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